Che fine ha fatto José Talamonti: l’ex Atalanta gestisce una ferramenta

José Talamonti, ex difensore dell’Atalanta ha rilasciato una lunga e bella intervista al sito web Il Posticipo. Ecco alcune delle sue dichiarazioni:

“Due anni e mezzo fa ho deciso di appendere le scarpe al chiodo. Da alcuni anni avevo una ferramenta di famiglia e ho scelto di prenderla in gestione. Sono voluto tornare a casa mia in Argentina, lavoro in ufficio e a contatto con la gente. Mi occupo di tutto. Anche mia moglie è in ufficio, mio padre guida il furgone e trasporta la merce da una parte all’altra. Insieme a noi lavorano anche due operai.

Non mi piace la gente che gira oggi attorno al calcio: procuratori, dirigenti e calciatori. Non mi piace l’ambiente, a dire il vero non mi è mai piaciuto. Ho pochi amici nel mondo del pallone. Voglio occuparmi di calcio a livello amatoriale. Non escludo tra qualche anno di poter essere alla guida di una squadra giovanile del Rosario, in questo momento però non ho intezione di farlo. Il calcio di oggi è peggiorato rispetto a quando giocavo io.

A Bergamo mi definivano un antidivo. Non mi piace la fama, sono parecchio timido. Mi vergogno di tante cose, per esempio quando mi fermano per strada per chiedere un autografo o una foto mi imbarazzo.

Ringrazierò sempre l’Atalanta e la famiglia Ruggeri, si sono comportati molto bene con me. Seguo la Dea ogni domenica e quando gioca in Champions League . Ho visto il 7-0 al Torino: non è facile andare a vincere in casa loro e fargli 7 reti. L’Atalanta sta facendo cose impressionanti e davvero meravigliose”. 

L’intervista integrale su Il Posticipo.

(Fonte foto: Corriere di Bergamo)

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Come Arrigo Sacchi amo il calcio, e lo sport in generale, perché è la cosa più importante delle cose meno importanti, e come Maurizio Mosca cerco di spargere allegria tra la gente.