Atalanta-Manchester City 1-1: le dichiarazioni di Gasperini nel post partita

Nel post partita di Atalanta-Manchester City, mister Gian Piero Gasperini non ha nascosto la sua soddisfazione per la prestazione offerta stasera dai suoi ragazzi, in particolare nel secondo tempo. Un mix di gioia ed amarezza per aver sfruttato male il finale in superiorità numerica e senza un portiere di ruolo tra i pali avversari. Qui di seguito le dichiarazioni rilasciate dal Gasp ai microfoni di Sky Sport.

Le dichiarazioni di Gasperini nel post partita di Atalanta-Manchester City 1-1

“Nel finale ci sono state le condizioni per vincere la partita. Loro, rimanendo in 10 con un giocatore in porta, c’erano le condizioni. Poi si è giocato pochissimo, è venuta fuori la nostra non prontezza, la nostra non preparazione a questo, perché gli abbiamo lasciato fare un po’ quei giochini lì vicino alla bandierina.

Detto ciò, abbiamo fatto davvero una grande partita dal loro rigore sbagliato in poi. Nel secondo tempo abbiamo cambiato veramente marcia, qualcosa che ci capita a volte in campionato, ma in Champions non c’era ancora riuscita, nonostante l’ottima prestazione con lo Shakhtar.

I gironi sono veramente complicati, difficili ed equilibrati. Tutto è ancora aperto anche per la Champions, ma io sarei contentissimo anche per il terzo posto e per una qualificazione in Europa League, perché vorrei che questa squadra continuasse a giocare in campo internazionale. Guardando la classifica ora, c’è ancora più rammarico per i punti persi con lo Shakhtar, ma proveremo a vincere con la Dinamo e poi faremo il possibile per centrare una qualificazione.

All’inizio abbiamo avuto delle difficoltà, perché ogni volta che il City si avvicinava alla nostra area creava un pericolo evidente, al di là del gol. Alcune azioni davvero difficili da contenere. Il problema è che a volte credi di essere al massimo ma invece non lo sei. Puoi fare qualcosa di più. Contro questo tipo di squadre, se sei in ritardo solo di qualche metro, non la vedi mai e ti fanno la testa come il pallone. Devi essere capace di stare alto e di tenerli il più possibile nella loro metà campo, perché lì sono meno forti e possono andare in difficoltà. Ci siamo presi dei rischi naturalmente, ma finalmente siamo riusciti ad andare oltre quel che pensavo fosse il nostro limite massimo.

Ilicic? Sicuramente era meglio se fosse arrivato in porta, ma il portiere è arrivato veramente sparato e con i piedi molto alti. Spero non lo abbia fatto apposta per ottenere l’espulsione, perché la porta era vuota e poteva far gol. Detto ciò, non siamo ancora morti, ce la giochiamo ancora.”

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Amante del calcio sin dalla nascita, segue l'Avellino Calcio fin da bambino e resta aggiornato su tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.