Analisi Atalanta-Roma 3-3: “Rimonta N3razzurra”

Chi dice che l’Atalanta è una grande squadra, ma allo stesso tempo pazza e imprevedibile, ha perfettamente ragione. I nerazzurri, dopo aver disputato un primo tempo ricco di errori difensivi, in svantaggio per 0-3, riescono a tirare fuori la grinta e a segnare tre goal. Un punto guadagnato o due punti persi? Per come sono andate le cose è un punto guadagnato (anche a livello di classifica, con il quarto posto lontano solo tre lunghezze); anche se, correggendo i primi 45 minuti, molto probabilmente i tre punti sarebbero stati alla portata di Toloi e compagni. Ma come sempre non perdiamoci in chiacchiere e analizziamo i punti positivi (l’azzurro) e negativi (il nero) di Atalanta-Roma.

L’AZZURRO DI ATALANTA-ROMA

L’INFATICABILE ARGENTINO – Uno dei migliori in campo è stato sicuramente Papu Gomez. Il numero 10 nerazzurro ha disputato la migliore partita da quando è schierato come trequartista. L’argentino ha sfornato una prestazione da 7,5 attraverso: corsa, dribbling, grinta, ma soprattutto si dimostra infaticabile. Per non parlare dei due assist decisivi (il primo su Castagne, il secondo su Toloi). La corsa all’88’ per rubare palla a Cristante (scatto da centometrista dalla trequarti fino ad arrivare in difesa) è la chiara dimostrazione della grinta dello stesso Gomez, con la Juventus alle porte ne vedremo delle belle.

IL BELGA CHE NON SI ARRENDE MAI – La notevole crescita di Timoty Castagne non è un caso e le ultime partite ne sono la piena dimostrazione. Già il fatto che l’anno scorso faticava sulla sinistra, mentre ora ci gioca (molto bene) in pianta stabile, vuol dire tantissimo. Il goal di ieri e la sua corsa nella fascia sinistra, riuscendo anche a vincere più volte la fisicità dei giocatori della Roma, significa che l’Atalanta ha tra le mani un calciatore che è molto di più di una semplice riserva. Il posto di Gosens è in bilico? Assolutamente no, ma avere una fascia sinistra che può contare anche sul numero 21 atalantino è oro colato.

DUVAN E I 44 SECONDI – Dopo un primo tempo altalenante, il colombiano si dimostra il solito giocatore decisivo; contando che nella ripresa è successo di tutto e di più. Siamo al 70′: Ilicic subisce un fallo in area, rigore per l’Atalanta, batte lo stesso Duvan Zapata che spara il pallone in curva. Serie di goal interrotta? Nemmeno per sogno: perché esattamente 44 secondi dopo, il numero 72 atalantino serve il centravanti nerazzurro che sigla il 3-3 finale. Il colombiano è arrivato a quota 15 goal stagionali e German Denis è distante di uno; con la fame di voler agguantare un Pippo Inzaghi ancorato a quota 24 reti.

IL RISCATTO DI RAFAEL, SUPER MARIO E L’ARGENTINO CHE METTE TRANQUILLITA’ – Toloi, Pasalic e Palomino: tre giocatori che nel secondo tempo sono stati decisivi per le sorti del match. Il brasiliano, dopo un primo tempo disastroso con errori sia in difesa e sia in fase di costruzione, riesce nella ripresa di segnare il goal del momentaneo 2-3 disputando al meglio gli ultimi 45 minuti (nel complesso, prova sufficiente); il numero 88 atalantino si è dimostrato fondamentale in mediana quando bisognava attaccare, arrivando addirittura a sfiorare il goal; infine c’è il classico Palomino che sostituisce un Mancini insufficiente (soffriva troppo la fisicità della Roma, soprattutto Zaniolo), e riesce a gestire bene la fase difensiva.

IL NERO DI ATALANTA-ROMA

“JOJO” E IL SUO RAPPORTO CON IL GOAL – Josip Ilicic e il goal: un rapporto che dalla famosa tripletta del Mapei Stadium si è notevolmente complicato. Contro la Roma l’attaccante nerazzurro fa un sacco di errori: perde palla sotto porta, tenta il dribbling di troppo e si dimostra alcune volte troppo egoista. Certo, il suo assist è stato decisivo per il pareggio di Zapata, ma da uno come lui non puoi aspettarti lacune di questo genere. Che Ilicic stia cercando la via della rete è abbastanza evidente, ma non ci si rende conto che a furia di cercarlo, si rischia di inceppare anche nelle cose più semplici.

CHE SERVA DI LEZIONE – L’Atalanta è a tre punti dalla zona Champions League, ma dopo la partita contro i giallorossi, ci si rende conto di come la Dea poteva portare a casa l’intera posta in palio. Certo, va bene così, è un punto guadagnato per come sono andate le cose, ma errori come quelli commessi nel primo tempo (soprattutto in difesa dove ci sono stati dei buchi gravissimi) possono costare caro. Poi l’Atalanta è brava a livello mentale a rimontare tre goal, ma rimane un po’ di amaro in bocca. Che serva da lezione, visto che mercoledì arriva la Juventus.

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Studente universitario iscritto alla facoltà Scienze della Comunicazione. La mia più grande passione è il calcio: soprattutto nell'ambito giornalistico.