Analisi Atalanta-Chievo 1-1: punto che fa classifica (in parte)

Due punti persi o uno guadagnato quello dell’Atalanta contro il Chievo Verona? Una partita dove i nerazzurri passano in svantaggio, riescono  a pareggiare con Josip Ilicic, ma non vanno oltre l’1-1. Per molti è un’occasione persa per l’importante balzo che si poteva fare in classifica, ma sotto certi aspetti va bene così. Ma come sempre non perdiamoci in chiacchiere e analizziamo gli aspetti positivi (l’azzurro) e negativi (il nero) di Atalanta-Chievo.

L’AZZURRO DI ATALANTA-CHIEVO

ATTACCO IN FORMA – Aldilà del pareggio, il trio formato da Zapata, Gomez e Ilicic si è dimostrato ancora una volta decisivo. Il colombiano fa le sponde fornendo l’assist per Ilicic; l’argentino da quella rapidità in più sulla trequarti aprendo gli spazi (nonostante il goal mangiato nel primo tempo); mentre invece il sumero 72 atalantino è stato autore del goal del pareggio. Ciò dimostra che l’attacco non molla un colpo, ma occhio ai diffidati.

SOLO UN PUNTO, MA FA CLASSIFICA – L’amaro in bocca è quello di non aver portato a casa i tre punti, ma è comunque un pareggio che fa classifica.  Torino, Fiorentina e Roma hanno perso contro squadre di medio/bassa classifica e di conseguenza si tratta pur sempre di un punto guadagnato. Certo, la Dea ha perso terreno su Lazio e Sampdoria (dietro di soli tre punti), ma si è sempre in zona Europa. Ora si dovrà vincere contro il Parma per dare un bel colpo al campionato.

IL NERO DI ATALANTA-CHIEVO

GIORNATA NO PER DJIMSITI – Uno dei peggiori in campo è stato sicuramente il numero 19 atalantino: non riesce a gestire la marcatura su Meggiorini causando il vantaggio del Chievo Verona. Una giornata “no” può capitare; soprattutto per chi ha dimostrato grande crescita nelle ultime partite.

L’IMPRONTA (QUASI) NEGATIVA DI CENTROCAMPO E ALI – Davanti ci si trovava di fronte una squadra che si concentrava sull’aggressività soprattutto in fase difensiva, quindi ciò ha contribuito ad una maggiore fatica da parte del duo Freuler-De Roon nel costruire in maniera più rapida il gioco in mediana. Stessa cosa per quanto riguarda gli esterni: Hateboer sempre ostacolato e Gosens riceveva pochi palloni. L’unico che si salva in quella zona del campo è Castagne che da subentrato ha dato quella rapidità in più che serviva sulla sinistra, ma non è bastato per agguantare i tre punti.

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Studente universitario iscritto alla facoltà Scienze della Comunicazione. La mia più grande passione è il calcio: soprattutto nell'ambito giornalistico.