Accademia Mino Favini, Percassi e Gasperini presenti: ”È stato un grandissimo maestro”

È stata ufficialmente inaugurata l’Accademia Mino Favini, la nuova palazzina che ospita la sede del Settore Giovanile nerazzurro. Contestualmente è stata ufficializzata anche l’intitolazione all’indimenticabile Mino Favini, ex giocatore prima e poi per tanti anni dirigente del Settore Giovanile nerazzurro che tanto ha dato alla Società e alla crescita di tanti ragazzi, non solo dal punto di vista calcistico ma anche umano.

Numerosi gli ospiti e le autorità intervenuti in questo giorno così importante. A fare gli onori di casa il Presidente Antonio Percassi, l’Amministratore Delegato Luca Percassi, il Responsabile del Settore Giovanile Maurizio Costanzi e il tecnico della prima squadra Gian Piero Gasperini, oltre a una numerosa rappresentanza di dirigenti e allenatori del vivaio nerazzurro.

“Per noi – ha esordito il presidente Antonio Percassi – è una giornata importante perché inauguriamo la nuova palazzina del settore giovanile e soprattutto la dedichiamo a un grande personaggio come Mino Favini. Su questi campi ha fatto tantissimo: aveva una qualità incredibile nell’intuire il talento dei ragazzi e nel prepararli per farli diventare grandi calciatori. Siamo orgogliosi di dedicare a lui questa struttura e lo ringraziamo ancora una volta per tutto quello che ha fatto”.

“Ciò che la lasciato e lascia a tanti ragazzi – ha ricordato Luca Percassi – è sicuramente qualcosa che ti porti dietro nella vita. Mino Favini in termini di educazione, di umiltà, di sensibilità, ha lasciato qualcosa che oggi continua nell’Atalanta. Le vittorie gratificano, ma le soddisfazioni più grandi è vedere che i nostri ragazzi si distinguono per il loro comportamento. Sono gli insegnamenti che Mino Favini ha dato a questa scuola e che proseguono e vengono portati avanti in maniera egregia da tantissime persone che oggi sono qui presenti e che fanno un lavoro straordinario”.

Presenti per la famiglia Favini, i figli Stefano e Giorgio, e la nipote Francesca. “Ringrazio a nome della mia famiglia l’Atalanta e tutti i presenti quest’oggi – ha detto, emozionato, Stefano Favini -, Ho visto una struttura meravigliosa, proiettata nel futuro, con delle radici nel passato. E questa cosa ci rende felici e orgogliosi di avere avuto un papà così”.

“Ho avuto l’onore e la grande responsabilità di continuare il percorso iniziato da Mino Favini – ha raccontato Maurizio Costanzi -. Quando ho cominciato a lavorare in questo ambito ventidue anni fa, la prima cosa che feci fu venire all’Atalanta per passare un giorno con lui e vedere da vicino come lavorava.  Il lavoro del Settore Giovanile è una missione e Favini l’ha portata avanti per tutta la vita”. “Di Favini potrei raccontare tante cose – ha detto il Coordinatore dell’Attività agonistica Giancarlo Finardi -, ma mi piace ricordare il grande rispetto che tutti avevano di lui. E in ogni partita che vedevi con lui, finivi sempre per imparare qualcosa”. “Per lui l’Atalanta era una grandissima famiglia – ricorda il consigliere nerazzurro Roberto Selini”.

“Per me  – continua nei ricordi Gianpaolo Bellini, cresciuto e diventato calciatore sotto la guida di Favini e ora allenatore in seconda della Primavera – è stato un maestro: mi ha insegnato tantissime cose non solo sul piano calcistico ma anche umano. Chi lavora qui ha una responsabilità ancora maggiore: quella di far capire ai ragazzi che entrano nell’Accademia Favini, che stanno entrando in una struttura di eccellenza che ha dei valori. E sono quelli che ci ha insegnato Mino Favini, come il senso di appartenenza, l’umiltà nel lavoro, lo spirito di sacrificio, la collaborazione, l’educazione. Sono dei valori che sono alla base dei calciatori, ma anche degli uomini. Questo credo sia il ringraziamento più grande che possiamo fare al presidente per aver pensato di intitolare questa struttura a Favini”.

“Tutte le volte che ho avuto la fortuna di parlare con Favini – ricorda Gian Piero Gasperini – per me era una lezione di calcio, nel senso che qualcosa di importante ti lasciava sempre. Non solo sull’aspetto tecnico, ma anche su quello comportamentale che per lui era fondamentale. La scuola Atalanta si è sempre distinta sotto questo aspetto: se tanti ragazzi cresciuti qui sono diventati calciatori, è stato anche per tutto quello che hanno ricevuto da persone come Favini. Per me è stato un grandissimo maestro”.

“L’Atalanta e Mino Favini sono sempre stati un punto di riferimento importante – ha detto Demetrio Albertini, responsabile del Settore Tecnico FIGC -, con questa idea di costruire un senso di appartenenza. Noi come Federazione abbiamo voluto dedicare a Mino Favini il premio al miglior responsabile di Settore Giovanile a livello nazionale. Per me è stato un amico, ma soprattutto un papà che mi ha insegnato tantissimo”.

“Sono davvero tanti i ragazzi cresciuti e lanciati sotto la sua gestione – ha detto Vito Tisci, Presidente del Settore Giovanile e Scolastico FIGC – Mino Favini è stato un esempio di grande professionalità e umanità”.

“Mino Favini aveva una grande caratteristica – ricorda Vittorio Bosio, Presidente Nazionale CSI -, quello di far sentire ogni suo interlocutore alla pari. Con l’Atalanta abbiamo sempre avuto delle collaborazioni importanti”.

Educazione, rispetto, lealtà sono valori che Favini ha sempre coltivato e trasmesso nella sua vita e che l’Atalanta porta avanti, da due anni anche attraverso il Premio Brembo. “Valori che l’Atalanta e il suo Settore Giovanile hanno ben rappresentato sia nel passato e che nel presente: è un premio che valorizza il merito calcistico ma anche quello scolastico e comportamentale. Partecipare a un momento importante come questo è sicuramente motivo di orgoglio” ha spiegato  Cristina Bombassei, Chief CSR Officer di Brembo.

“Ci accomuna la passione per i giovani – ha spiegato Stefano Marcandelli di TecnoBody che ha allestito la palestra della nuova palazzina con materiale tecnico e strumenti innovativi  – e oggi grazie a questa tecnologia italiana, tutta bergamasca, si riescono a individuare dei talenti in modo oggettivo”.

La cerimonia di inaugurazione si è conclusa poi scoprendo la targa posizionata all’ingresso dell’Accademia Mino Favini e con la benedizione della struttura da parte di Don Stefano Piazzalunga, parroco di Verdellino.

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Amante del calcio sin dalla nascita, segue l'Avellino Calcio fin da bambino e resta aggiornato su tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.