10YearsChallenge: com’era l’Atalanta dieci anni fa?

Ten Years Challenge (condividere con i propri amici come si era 10 anni fa). La sfida che nelle ultime ore ha colpito il mondo dei social tra foto scioccanti e momenti particolari. Essa ha anche influenzato il mondo del pallone: ne sono uscite di tutti i colori. E la nostra Atalanta? In che situazione stava 10 anni fa? Con quale rosa si ritrovò nella stagione 2008/2009? Proviamo a fare un tuffo nel passato, e vediamo di analizzare il contesto atalantino nella nostra Ten Years Challenge.

TEN YEARS CHALLENGE: ATALANTA BERGAMASCA CALCIO

FILO CONDUTTORE: IL GIOCO E IL FATTORE “CASA” – Premessa: ci troviamo nel 2008/2009, all’epoca l’allenatore era Gigi Delneri, ma la sostanza era simile a quella di Gasperini: bel gioco basato sulle fasce, giocarsela alla pari con tutti e un grande rendimento in casa. L’inizio di campionato per l’Atalanta è molto positivo, con i nerazzurri che nelle prime giornate stazionano in alta classifica, calano un po’, ma si riprendono stazionandosi tra il settimo e il nono posto. Ovviamente da tener presente anche la straordinaria vittoria sull’Inter di Mourinho: battuto per 3-1 con le reti di Floccari e Doni (doppietta); che ancora oggi fa parlare. Il rendimento del girone d’andata è stato più o meno così: in casa impenetrabili, in trasferta fantozziani. Ma nonostante ciò i nerazzurri terminarono con un punto in meno rispetto a quelli che la Dea avrebbe fatto 10 anni dopo: cioè 27 punti. I risultati già acquisiti consentono all’Atalanta di operare moderatamente sul calciomercato invernale: vengono ingaggiati in prestito Parravicini e Plasmati, ma l’arrivo più importante è quello del promettente terzino sinistro Peluso dall’Albinoleffe. Certo, il girone di ritorno è stato attorniato da un calo soprattutto fisico che ha condizionato la classifica, ma la squadra ha terminato all’undicesimo posto in classifica a quota 47 punti.

ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA? DI PADRE IN PEGGIO – Se nel 2019, la situazione societaria con la famiglia Percassi sta andando a gonfie vele, 10 anni fa come si stava? Nel 2009 a guidare la baracca c’era Alessandro Ruggeri, figlio di Ivan (colpito da un malore nel 2008), che fece l’errore di affidarsi al 100% al direttore di allora Giacobazzi (contestato da tutto e da tutti; soprattutto dalla Curva Nord). Se da una parte la squadra andava a gonfie vele, dall’altra la società stava affondando come il Titanic: il settore giovanile faticava a tirar fuori dei gioielli; Zingonia non era più il centro sportivo tanto stimato da molti addetti ai lavori, e lo stadio era in situazioni pessime visto che dal 1993 non aveva subito nessun intervento di ristrutturazione. Qualcuno si ricorda com’era la vecchia tribuna vip di allora? Niente poltroncine di alta classe, niente di innovativo, ma bensì: seggiolini rossi e sgranato dove la comodità era l’ultimo dei problemi, gli Sky Box che non erano nient’altro che delle balconate rialzate e fatte di metallo (in cui i corridoi erano qualcosa di orribile). La Creberg invece aveva ancora i seggiolini verdi senza schienale e il tabellone luminoso era rimasto quello degli anni 90; senza colori e con un effetto sonoro talmente fastidioso che i graffi sulla lavagna non sono nulla. Percassi, in una puntata di TuttoAtalanta, disse che quando nel 2010 fece i primi interventi sull’impianto, si ritrovò davanti ad una cosa “vergognosa”. Certo, c’era in programma un’ipotetica ristrutturazione nel 2008, ma per via del malore che colpì il presidente Ivan Ruggeri, si decise di mandare tutto a monte. Dal punto di vista del marketing, la tutela del marchio Atalanta era gestita malamente; per non parlare del poco dialogo tra Club Amici, Curva Nord e la società bergamasca. Tutta una serie di fattori che causeranno il tracollo nella stagione 2009/2010.

4-4-1-1, CALCIO A TUTTO FASCE E CHE COPPIA FLOCCARI/DONI – A livello tecnico, l’Atalanta poteva contare su una rosa buona e da parte sinistra della classifica. Come citato nell’introduzione, la squadra esprimeva un gioco bello da vedere (tanto da essere ricordato con grande piacere). E la formazione? 4-4-1-1 con: Coppola in porta (sostituito da Consigli nel girone di ritorno); in difesa, da sinistra verso destra, Bellini, Manfredini (con Delneri completamente rivitalizzato), Pellegrino e Garics; centrocampo affidato al quartetto Valdez-Guarente-Cigarini-Ferreira Pinto (il goal contro il Napoli a Bergamo è stato qualcosa di straordinario); Cristiano Doni sulla trequarti a dare spettacolo e a sostegno dell’unica punta Floccari. Entrambi furono determinanti per il campionato nerazzurro; senza dimenticare dei vari Peluso, Padoin, Rivalta, De Ascentis, Defendi e Capelli. Da contare anche l’ennesimo ritorno di Bobo Vieri che colleziona più insulti che reti, e di un giovanissimo Alessio Cerci che ha trovato poco spazio con il friulano.

Fonte foto: Eurosport

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Studente universitario iscritto alla facoltà Scienze della Comunicazione. La mia più grande passione è il calcio: soprattutto nell'ambito giornalistico.